Siamo in ricerca per costruire cultura sulla Giustizia, sull’errore e sulla pena.
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Vorremmo che le nostre comunità avessero la capacità di immaginare l’autore del reato come parte della società, non come qualcuno esterno (perché viene da fuori o perché fuori deve andare) ma come qualcuno che ha scelto di creare uno strappo tra sé ed una società la quale, seppure a certe condizioni, desidera ricucire quello strappo.

Siamo consapevoli che, nonostante oggi sembri essere la via maestra, il carcere è lo strumento meno adatto per questo e che “la carcerazione va vista come uno strumento di emergenza, un estremo rimedio per arginare una violenza gratuita e ingiusta, impazzita e disumana” (C.M. Martini, “Per un ripensamento della giustizia penale” in AA.VV., Colpa e pena. Per una nuova cultura della Giustizia, 2000, Bergamo, p. 31).

Vogliamo seguire l’insegnamento del Papa che, nel Messaggio per il Giubileo nelle Carceri, del 9 luglio 2000, ci ha ricordato che “La punizione detentiva è antica quanto la storia dell’uomo. In molti Paesi le carceri sono assai affollate. Ve ne sono alcune fornite di qualche comodità, ma in altre le condizioni di vita sono assai precarie, per non dire indegne dell’essere umano. I dati che sono sotto gli occhi di tutti ci dicono che questa forma punitiva in genere riesce solo in parte a far fronte al fenomeno della delinquenza. Anzi, in vari casi, i problemi che crea sembrano maggiori di quelli che tenta di risolvere. Ciò impone un ripensamento in vista di una qualche revisione: anche da questo punto di vista il Giubileo è un’occasione da non perdere”.

Ecco quello che ci proponiamo di fare quest’anno:

  • Studiare le tematiche della sicurezza e della violenza;
  • Studiare la tematica della mediazione tra la vittima e l’autore del reato;
  • Sensibilizzare il territorio e la comunità ecclesiale in sinergia con i cappellani delle carceri presenti in Diocesi e conseguente impegno formativo;
  • Coordinare le realtà associative di ispirazione cristiana che operano nel mondo penitenziario;
  • Partecipare attivamente ai lavori dei servizi promozionali e degli altri enti di riferimento;
  • Partecipare al Coordinamento Regionale delle Caritas;
  • Costruire, rafforzare e pubblicizzare una rete di accoglienza per persone ammesse a misure alternative ed ex detenuti;
  • Partecipare ai Coordinamenti “Carcere e Territorio.