La Caritas Diocesana

Finalità e Compiti

L’opera di educazione alla carità che è chiamata a svolgere ha lo scopo di favorire il cambiamento del modo di pensare e di vivere della comunità cristiana perché passi da una solidarietà vissuta singolarmente ad una testimonianza comunitaria della carità, da una solidarietà episodica ad uno stile di carità capace di ascoltare ed accogliere ogni giorno il grido dei poveri, da una solidarietà che cura le ferite della società ad una carità che sa anche riconoscere e sradicare le radici della povertà e dell’ingiustizia.

La Caritas diocesana è l’organismo pastorale, espressione originale della Chiesa particolare, con il compito di animare le comunità ecclesiali al senso di carità verso le persone e le comunità in situazione di difficoltà e al dovere di tradurlo in interventi concreti con carattere promozionale e ove possibile preventivo. La Caritas diocesana realizza tutto questo tenendo conto delle seguenti particolarità.

Lo Statuto assegna all’organismo pastorale Caritas il compito di servire tre destinatari cui possono essere rispettivamente riferiti tre principali ambiti di azione pur mantenendo un mandato unitario disservizio e animazione:

  • La chiesa (Promozione Caritas);
  • I poveri (Promozione umana);
  • Il mondo (Promozione mondialità).

La Chiesa (Promozione Caritas)

La natura stessa dell’organismo pastorale Caritas è quella di «promuovere anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale italiana» (cfr. Statuto, art. 1). Si può quindi affermare che la Chiesa costituisce il primo destinatario dell’azione della Caritas, chiesa che può chiamarsi comunità nella specifica forma della parrocchia.

I soggetti privilegiati del lavoro di promozione Caritas, sono, infatti, le parrocchie della diocesi che vengono accompagnate, dal Laboratorio promozione Caritas, nella capacità di esprimere testimonianza comunitaria della carità.

All’ambito Promozione Caritas afferisce la responsabilità di:

  • sviluppo dei Centri di ascolto e promozione della diffusa capacità di ascolto nelle parrocchie;
  • lavoro di promozione ed accompagnamento delle Caritas parrocchiali;
  • impegno ad una lettura costante delle povertà che incidono sul territorio diocesano;
  • progettazione di forme di pastorale integrata con altri uffici diocesani;
  • l’animazione della comunità ecclesiale.

Per portare avanti questi impegni, la Caritas diocesana si dota di tre strumenti pastorali ad hoc:

  • il Centro di Ascolto diocesano
  • l’Osservatorio delle povertà e delle risorse
  • il Laboratorio promozione Caritas

I Poveri (Promozione Umana)

I poveri costituiscono il “pulpito” della Caritas. Se non li incontrasse e non li servisse essa non potrebbe svolgere il proprio compito pastorale.

All’ambito Promozione umana sono riconducibili tutte le azioni di sevizio ai poveri, dirette o indirette, quali, ad esempio:

  • promozione, attenzione e cura dei luoghi dell’ascolto, dell’accoglienza, del servizio e della relazione con i poveri;
  • attenzione alle varie aree di bisogno/ volti di povertà;
  • attenzione al territorio e alle politiche sociali;
  • interventi nelle situazioni di emergenza a livello nazionale, dalla risposta immediata, alla riabilitazione e sviluppo;
  • cura e coordinamento delle risorse impegnate a servizio dei poveri;
  • coordinamento e collaborazione delle associazioni e delle realtà diocesane a carattere socio-assistenziale.

Il Territorio/Mondo (Promozione Mondialità)

Lo Statuto chiede alla Caritas di farsi carico, in termini educativi, anche di altri destinatari: la comunità ecclesiale e il mondo, inteso anche come territorio, con i suoi abitanti, le Istituzioni, i servizi, le diverse realtà sociali.

All’ambito Promozione mondialità sono quindi riconducibili tutte le azioni volte a stimolare:

  • interventi nelle emergenze;
  • interventi di cooperazione internazionale e sviluppo;
  • cammini di accompagnamento delle Chiese locali;
  • azioni di difesa e tutela dei diritti dei popoli più poveri;
  • iniziative educative alla mondialità, all’interculturalità alla pace e riconciliazione;
  • promozione del volontariato all’estero;
  • rete dei gruppi, associazioni, organizzazioni non governative, impegnate sul fronte della mondialità (partecipazioni a campagne, eventi, e iniziative di sensibilizzazione).

L’equipe della Caritas Diocesana

Per sperimentare in primis il valore della comunione, per dar corpo al principio di responsabilità e con l’esigenza di sviluppare competenze diversificate, il lavoro della Caritas diocesana è guidato da un Direttore – nominato dal Vescovo – coadiuvato da:

  • un responsabile per l’ambito Promozione Umana, chiamato a coordinare il lavoro della Caritas diocesana in termini di relazione e servizio ai poveri, ma anche di collaborazione e rapporto con le altre realtà presenti sul territorio e le Istituzioni;
  • un responsabile per l’ambito Promozione Mondialità, chiamato a coordinare l’attenzione e il lavoro della Caritas diocesana in termini di attenzione al Mondo, con particolare cura dei rapporti con le altre realtà ecclesiali che lavorano in termini di animazione sulla mondialità;
  • il responsabile del Centro di Ascolto, dell’Osservatorio Povertà e Risorse e del Laboratorio, chiamato a coordinare il lavoro della Caritas diocesana in termini di relazione e servizio alla Chiesa locale, con particolare attenzione alla promozione delle Caritas parrocchiali.

Nella maggior parte dei contesti risulta funzionale anche l’inserimento di una figura addetta alla funzioni di segreteria/amministrazione.
L’Equipe partecipa della responsabilità generale della gestione della Caritas diocesana. Ciascuno dei membri è chiamato non solo al compito di coordinare uno o più ambiti di attività, ma prima di tutto a COSTRUIRE E CONDIVIDERE la progettualità complessiva della Caritas diocesana.

Il Metodo Pastorale

Dall’esperienza trentennale di Caritas in Italia, è emerso, in modo evidente, ed è stato rielaborato poi, uno specifico metodo pastorale, quale stile proprio di approccio alla realtà (poveri, Chiesa, mondo) caratterizzante l’organismo. Il metodo definisce “il modo di fare Caritas”ed è basato su:

  • l’ascolto come capacità di entrare in relazione;
  • l’osservazione come capacità di interrogarsi, di ricercare, di riflettere;
  • il discernimento come capacità di scegliere;
  • l’animazione come capacità di promuovere nei singoli e nella comunità forme progressive e diffuse di responsabilità e impegno.

Si è giunti, infine, a comprendere che la stessa Caritas diocesana agisce sviluppando questa funzione di animazione coniugando emergenza e quotidianità, cioè tentando di portare un cambiamento educando (funzione prevalentemente pedagogica) attraverso percorsi educativi (pedagogia dei fatti), insiemi organici di incontro, di formazione, di servizio, di condivisione.

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