Venerdì 21 Febbraio, presso il Centro di Solidarietà Padre Maestro, alla presenza di S. E. Mons. Giuseppe Giuliano, della Direttrice della Caritas Suor Carmela Sesso, delle autorità civili, degli amici e volontari è stato inaugurato il progetto denominato “Cittadella della Carità”.

La Caritas Diocesana, nel giugno del 2019, cercando di dare risposta ad alcuni bisogni forti del territorio emersi dalle attività del Centro di Ascolto (tanto diocesano che parrocchiale), ha presentato alla Caritas Italiana il sopra menzionato progetto, nella speranza di ottenere i fondi CEI 8×1000 per poterlo realizzare.

Le finalità perseguite con questo progetto si concretizzano sostanzialmente da un lato nel tentativo di aiutare categorie di persone in difficoltà e dall’altro nel cercare di dotare queste stesse categorie di persone di alcuni piccoli strumenti utili a migliorare il proprio tenore di vita e consentire loro maggiori possibilità di inserimento nel tessuto sociale, economico e lavorativo del territorio.

Si è inteso implementare i servizi già offerti dal Centro di Solidarietà Padre Maestro (il servizio di ascolto, il sostegno economico diretto, la distribuzione di generi alimentari, vestiario e farmaci, il servizio mensa e quello docce), rispondendo nel contempo alle esigenze specifiche del territorio.

Il progetto prevede:

1) un corso di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana per i numerosi immigrati presenti sul territorio;

2) un corso di sartoria a favore di donne disoccupate della diocesi, che vedrà una prima fase di formazione seguita dalla creazione di una vera e propria Bottega artigianale di cucito, orientata come attività di base alla produzione di arredi e paramenti sacri (casule, camici, piviali, tovaglie per altari..) per poi eventualmente estendersi anche ad altri settori, a seconda delle richieste del mercato ed in modo tale da rendere l’attività autonoma al termine del periodo di sperimentazione e, quindi, sostenibile nel tempo;

3) un  ambulatorio quale segno di speranza e  avamposto di carità, accoglienza e sostegno medico per i malati più bisognosi. Tutto questo prima naturalmente di accedere ai numerosi servizi offerti dal sistema sanitario nazionale al quale la nascita di questo poliambulatorio non si sostituisce e non si contrappone.

L’accesso al servizio sarà regolato per il tramite del Centro di Ascolto della Caritas Diocesana che indirizzerà il richiedente al medico competente annoverato nel gruppo dei medici che presteranno gratuitamente le loro competenze al servizio del Poliambulatorio.

La Caritas diocesana, per l’ideazione del progetto, si è avvalsa della collaborazione della Associazione di Volontariato Araba Fenice di cui la rappresentante legale è la prof.ssa  Maria Giovanna D’Amelio, membro della Equipe Caritas, che ha materialmente redatto il progetto in questione.

Alfabetizzazione, lavoro e salute sono state le finalità per cui la Caritas Italiana ha ritenuto il progetto meritevole di finanziamento concedendo il contributo 8×1000 della Conferenza Episcopale Italiana, valido esclusivamente per l’avvio e la realizzazione del progetto.

Con il contributo ricevuto e la compartecipazione economica della Diocesi attraverso il Centro di Solidarietà e la Caritas diocesana si è, quindi, proceduto alla sistemazione dei locali concessi in comodato gratuito dalla Croce Blu presso cui si svolgeranno parte delle attività (ovvero la sartoria ed il Poliambulatorio medico, mentre il corso di alfabetizzazione si svolge nei locali del Centro di Solidarietà) e sono stati acquistati arredi, attrezzature e beni di consumo necessari all’espletamento delle attività (computer, stampanti, scrivanie, tessuti, materiale di cancelleria..).

La durata prevista del progetto è di circa 10 mesi ma, a partire da subito, l’impegno della Caritas e di  tutti coloro che senza esitazione alcuna hanno proferito il loro “Eccomi” alla chiamata ricevuta (medici, professoresse e formatori) sarà quello  di portalo avanti e continuare a renderlo sempre di più segno di carità e speranza.

Significative le parole con cui Mons. Vescovo ha concluso la propria personale riflessione evidenziando che con il progetto in questione è stata di fatto realizzata quella carità intelligente e non egoistica che diviene segno tangibile di una Chiesa che si pone al servizio della nostra società.

Dopo il taglio del nastro inaugurale e la visita ai locali, un semplice rinfresco preparato dai volontari del Centro di Solidarietà ha concluso l’inaugurazione.

 

Serena Mancaniello

VIDE