Prestito della speranza

Come funziona

Il progetto di reinserimento lavorativo

Il Prestito è finalizzato al reinserimento lavorativo oppure all’avvio di un’attività autonoma. Può essere richiesto un finanziamento per un’attività di formazione, di riqualificazione professionale, sulla base delle attitudini e delle esperienze lavorative. In base alle competenze del richiedente e alle possibilità offerte dal mercato, può essere costruito un percorso di reinserimento lavorativo o di sviluppo di un’attività autonoma.

I richiedenti , se persone fisiche, devono essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
a) certificazione ISEE rilasciata da ente ufficiale abilitato, attestante lo stato di necessità;
b) nel caso di disagio, malattia, o invalidità: copia della documentazione attestante la circostanza, rilasciata dall’INPS o da altro organo competente (Ente pubblico, Asl….);
c) nel caso di disoccupazione: lettera di Licenziamento e periodo di preavviso o fine contratto, o iscrizione alle liste di disoccupazione Alle microimprese viene richiesto:

    1. Iscrizione alla Camera di Commercio e partita iva;
    2. Bilancio degli ultimi tre anni o di un periodo inferiore equivalente all’intero periodo di attività,
    3. Business-plan del progetto di rilancio; 
    4. Business plan di start up di nuova attività; 
    5. Regolarità delle posizioni fiscali e contributive (DURC).
I destinatari del prestito della speranza

Sono persone fisiche, famiglie e microimprese che hanno difficoltà ad accedere al credito. In particolare si rivolge alle categorie fragili quali, precari, disoccupati, giovani in cerca di lavoro, etc. per sostenere progetti di vita e di imprenditorialità in fase di avvio o ristrutturazione. Il fondo non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia dei finanziamenti erogati dalla Banca.
Il Prestito si aggiunge alle altre tradizionali forme di contrasto alla vulnerabilità economica, che le Caritas diocesane in collaborazione con altri soggetti, abitualmente erogano sul territorio. le persone fisiche e le famiglie, in particolare:
a) persone in difficoltà economico-finanziaria:
b) disoccupati e cassaintegrati
c) giovani in cerca di prima occupazione,
d) lavoratori precari,
e) giovani coppie all’inizio del loro percorso di famiglia giuridicamente riconosciuta o in fase di costituzione, che necessitano di beni durevoli e servizi fondamentali ( è escluso il sostegno a spese voluttuarie e superflue).
f) categorie di persone disagiate in grado di intraprendere un nuovo progetto di lavoro. Le Microimprese * che incontrano difficoltà di accesso al credito per realizzare investimenti sostenibili di crescita e sviluppo oppure sono in fase di avvio:
g) imprese individuali,
h) società di persone,
i) S.R.L. semplificata ex art. 2463 bis c.c., j) società cooperative *come definite dall’articolo 18, comma 1, lett. d-bis, del D. Lgs. 6.9.2005, n. 206 (Codice del Consumo).