UEPE

Cos'è l'UEPE

Gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (ex CSSA) sono stati istituiti dall’art. 72 della Legge 26 luglio 1975 n. 354 e succ. modifiche, e sono Uffici periferici del Ministero della Giustizia, Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità. Gli Uffici U.E.P.E. hanno il compito di gestire l’applicazione delle misure alternative concesse dai Tribunali di Sorveglianza ai condannati che per i loro particolari requisiti possono espiare la pena nell’ambiente esterno, anziché negli Istituti penitenziari. Inoltre gli Uffici svolgono su richiesta dell’Autorità giudiziaria le “inchieste sociali” e le “indagini socio-familiari”, e prestano consulenza negli Istituti Penitenziari per favorire il buon esito del trattamento penitenziario. Nell’attuare i propri compiti istituzionali l’Ufficio si coordina con Istituzioni pubbliche e private e Servizi Sociali presenti nel territorio.

Perchè l'UEPE

Il sistema penale italiano, ispirato all’art. 27 della Costituzione Italiana che afferma il fine rieducativo della pena, prevede come modalità di esecuzione della condanna sia la detenzione in un istituto penitenziario che l’accesso a misure alternative alla detenzione. Tali benefici consentono alle persone condannate, in possesso di determinati requisiti oggettivi e soggettivi, di scontare la pena nel proprio ambiente di vita, ottemperando alle prescrizioni imposte dalla Magistratura di Sorveglianza. Gli Uepe sono deputati alla gestione del sistema dell’esecuzione penale non detentivo.

La finalità del reinserimento nella società secondo le ultime ricerche nel settore, viene raggiunta in misura maggiore quando l’esecuzione della pena avviene all’esterno del carcere. Studi di settore hanno evidenziato una percentuale di recidiva del 70% dei condannati che hanno espiato la pena in Istituto penitenziario contro una percentuale di recidiva del 20% tra condannati che hanno beneficiato di una misura alternativa. Tuttora nuovi studi confermano l’efficacia anche in termini economici delle misure alternative per garantire il reinserimento sociale dei condannati.

Attività

L’Uepe opera costantemente in linea con i cambiamenti socio-culturali e normativi che hanno investito il Paese negli ultimi anni e che vedono i servizi della Pubblica Amministrazione orientarsi sempre più verso processi di presa in carico, fondati sulla centralità della persona/utente, l’orientamento al risultato, l’attenzione alla qualità, l’analisi dei processi si semplificazione delle procedure. Gli Uepe realizzano in tal modo il doppio mandato: contribuire alla sicurezza della collettività e aiutare le persone condannate ad inserirsi nel contesto sociale.

Indagini sociali
Processo di lavoro che prevede la raccolta e la valutazione di informazioni a cura degli operatori dell’Ufficio E.P.E. riguardanti il soggetto, le sue relazioni significative in ambito familiare, sociale e lavorativo, finalizzato alla formulazione di un’ipotesi progettuale. Vengono richieste da Tribunali e Uffici di Sorveglianza.

Relazioni periodiche
Elaborati relativi all’andamento della misura alternativa che periodicamente vengono inviati agli Uffici di Sorveglianza di competenza.

Collabora

Nell’espletamento dei propri compiti istituzionali l’Uepe si rapporta con la Magistratura di Sorveglianza, collabora con gli Enti locali, Dipartimenti delle Dipendenze delle ASUR, Forze dell’Ordine e Terzo Settore (cooperative sociali, associazioni di volontariato, Caritas, etc.). In un’ottica di partecipazione attiva nella costruzione integrata dei servizi  presente nei tavoli di concertazione degli Ambiti Sociali, raggruppamento di Comuni di una determinata zona territoriale della Regione per proporre interventi specifici in favore dei condannati e in persone che sono incorse in problemi giudiziari.

La multiproblematicità delle persone in esecuzione penale rende indispensabile la costruzione ed il consolidamento della rete dei servizi, attraverso forme di collaborazione e co-progettazione